Fondazione Lars Magnus Ericsson, vent’anni di connessioni e una sfida per il futuro

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Vent’anni di attività tra innovazione, formazione e inclusione. E una nuova sfida: trasformare le connessioni costruite nel tempo in alleanze capaci di generare un impatto collettivo per il Paese.

Si è svolto il 22 settembre, alla Terrazza Civita, l’incontro “Fondazione Lars Magnus Ericsson: 20 anni di connessioni”, organizzato in occasione del ventesimo anniversario della Fondazione, nell’anno in cui Ericsson celebra i suoi 150 anni di storia.

Ad aprire i lavori, moderati dal Segretario Generale di Civita Simonetta Giordani , è stato Gianni Letta, che ha sottolineato il ruolo che le fondazioni possono svolgere come motori di collaborazione e interesse generale in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti economici, sociali e geopolitici.

Andrea Missori, Amministratore delegato e direttore generale di Ericsson – socio fondatore, nel ricordare il legame tra Ericsson e la Fondazione, ha evidenziato l’impegno dell’azienda in Italia e il ruolo della Fondazione nel trasformare questo impegno in iniziative concrete dedicate a giovani, competenze e innovazione.

A Cesare Avenia, già alla guida della Fondazione, è spettato il compito di ripercorrere vent’anni di attività, indicando nella promozione di una cultura dell’innovazione responsabile e nella capacità di costruire partnership una delle principali eredità del percorso compiuto.

Il presidente Antonio Sfameli ha quindi delineato la prospettiva per i prossimi anni: andare oltre la frammentazione delle singole iniziative e rafforzare la collaborazione tra organizzazioni che condividono valori e obiettivi.

La prima tavola ha portato il confronto sul valore delle partnership. Alessio Zagaglia (Fondazione Bordoni), Mirta Michilli (Fondazione Mondo Digitale), Marcello Presicci (Fondazione Feduf) e Paolo Boccardelli (Rettore Luiss Roma) hanno affrontato, da prospettive diverse, i temi della ricerca e dell’innovazione, della formazione, dell’inclusione, delle competenze e del rapporto tra università e impresa.

Nella seconda parte dell’incontro il focus si è spostato sull’impatto collettivo. Antonio Perrucci (Direttore Astrid -Led) ha lanciato una riflessione sulla necessità di passare dalla collaborazione occasionale a una vera e propria “azione comune”, mettendo a fattor comune competenze, risorse, dati e capacità di advocacy.

Un tema ripreso da Lella Golfo (Fondazione Bellisario), con riferimento alla valorizzazione del talento femminile e delle nuove generazioni; da Enrico Giovannini (Asvis) , che ha richiamato il ruolo delle partnership nel raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030; da Riccardo Capecchi (Fondazione Lottomatica), sul tema della misurazione dell’impatto; e da Renato Loiero (Presidenza del Consiglio), che ha sottolineato il contributo delle fondazioni come ponte tra istituzioni, imprese e società civile.

Al termine del confronto è emerso un messaggio condiviso: le connessioni più importanti non sono soltanto quelle tecnologiche, ma quelle che uniscono persone, competenze, organizzazioni e visioni.

E’ da queste connessioni che la Fondazione Lars Magnus Ericsson intende partire, con l’obiettivo di trasformare vent’anni di esperienza in nuove alleanze per contribuire alle sfide del Paese.

La priorità dei prossimi anni non sarà fare di più. Sarà fare insieme, costruire una cultura della collaborazione, passare dall’azione individuale all’impatto collettivo con la convinzione che il futuro non si costruisce da soli. Si costruisce insieme.